5 per mille ASD 2026: ancora in tempo, ma ti conviene davvero?
Pubblicato il 18 maggio 2026
La scadenza ordinaria 2026 è passata ma chi aveva già i requisiti può ancora rimediare entro il 30 settembre pagando 250 euro: ecco come valutare se conviene
Ogni anno molte Associazioni Sportive Dilettantistiche perdono una piccola ma preziosa opportunità: il 5 per mille.
Non perché manchi l’attività sportiva. Non perché manchino famiglie, soci o sostenitori. Spesso semplicemente perché nessuno ha controllato per tempo scadenze, iscrizione agli elenchi, dati del rappresentante legale o presenza nell’elenco permanente.
Per il 2026 la scadenza ordinaria per presentare la domanda di accesso al 5 per mille era il 10 aprile 2026. Le ASD già presenti nell’elenco permanente 2026 non devono ripetere la procedura, mentre le altre potevano presentare domanda dal 10 marzo al 10 aprile. Il CONI ricorda però che è ancora possibile presentare domanda tardiva entro il 30 settembre 2026, versando 250 euro tramite modello F24 ELIDE, codice tributo 8115.
Quindi sì: per alcune ASD c’è ancora una possibilità. Ma non è una possibilità da usare alla cieca.
Prima domanda: la tua ASD aveva già i requisiti?
La remissione in bonis non serve a “creare” i requisiti dopo la scadenza.
Serve solo a rimediare a una domanda non presentata in tempo, quando l’associazione aveva già i requisiti entro il termine ordinario.
In altre parole: se la ASD non aveva i requisiti al 10 aprile 2026, non basta pagare 250 euro per entrare nel 5 per mille 2026. Se invece i requisiti c’erano, ma la domanda non è stata inviata nei tempi, allora la regolarizzazione può essere valutata.
Per le ASD il riferimento è il 5 per mille destinato alle associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività di rilevante interesse sociale, come attività di avviamento e formazione allo sport per giovani under 18, attività sportiva per persone di età non inferiore a 60 anni o attività rivolte a soggetti svantaggiati in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.
Prima di fare qualsiasi scelta, quindi, il primo controllo è semplice:
La nostra ASD poteva già accedere al 5 per mille alla data del 10 aprile 2026?
Se la risposta è no, meglio fermarsi e confrontarsi con il consulente.
Se la risposta è sì, si passa alla seconda domanda.
Conviene pagare 250 euro per rimediare?
Qui molte ASD rischiano di fare un errore opposto.
Da una parte c’è chi dimentica completamente il 5 per mille. Dall’altra c’è chi pensa: “Paghiamo 250 euro e poi qualcosa arriverà”.
Ma non è detto. La remissione in bonis è utile solo se l’associazione ha una base reale di persone disposte a destinare il 5 per mille proprio a quella ASD.
Il punto è che il 5 per mille non ha un valore fisso per ogni firma. Non esiste una regola del tipo “ogni scelta vale 20 euro”. Il valore dipende dall’IRPEF netta del singolo contribuente: una persona può generare un importo basso, un’altra un importo più alto, un’altra ancora quasi nulla.
Quindi la domanda giusta non è:
“Quanti tesserati abbiamo?”
La domanda giusta è:
“Quante persone indicheranno davvero il codice fiscale della nostra ASD nella dichiarazione dei redditi?”
Cosa significa “scelte realistiche”
Per valutare se conviene regolarizzare, non bisogna contare tutti i soci sulla carta.
Bisogna stimare le scelte realistiche, cioè persone che:
- devono ancora presentare la dichiarazione dei redditi e sono disponibili a indicare il codice fiscale della ASD;
- oppure hanno già presentato la dichiarazione indicando proprio quella ASD;
- oppure sono sostenitori molto affidabili, già informati e abituati a destinare il 5 per mille all’associazione.
Questo punto è importante perché nel 2026 molti contribuenti sono ancora in tempo per scegliere. Il modello 730 precompilato può essere inviato dal 14 maggio al 30 settembre 2026; per il modello Redditi precompilato, l’invio parte dal 27 maggio e arriva al 2 novembre 2026.
Significa che una ASD organizzata può ancora comunicare con famiglie, soci, ex atleti e sostenitori, spiegando come destinare il 5 per mille e ricordando il proprio codice fiscale. Ma deve farlo subito.
Quante scelte servono per superare i 250 euro?
Non possiamo sapere in anticipo quanto varrà ogni singola scelta. Possiamo però usare una simulazione prudenziale per capire l’ordine di grandezza.
Attenzione: questa tabella non è una previsione. Serve solo a ragionare.
Il valore effettivo dipenderà dall’IRPEF dei singoli contribuenti e dal numero reale di persone che indicheranno il codice fiscale della ASD.
Per questo, una regola prudente potrebbe essere questa:
- con meno di 10 scelte realistiche, probabilmente non conviene;
- con 15-20 scelte realistiche, si entra in una zona da valutare con attenzione;
- con 30, 40 o più scelte realistiche, soprattutto se la ASD sa comunicare bene con famiglie, soci ed ex atleti, la regolarizzazione può diventare più interessante.
La parola chiave è realistiche. Se una ASD ha 120 iscritti ma non ha mai comunicato il proprio codice fiscale, non ha una lista aggiornata dei contatti e non ha mai fatto una campagna sul 5 per mille, non può dare per scontato che arriveranno decine di scelte.
Al contrario, una piccola associazione con una comunità molto coinvolta, famiglie attente ed ex atleti ancora vicini può ottenere un risultato migliore di quanto sembri.
Esempio pratico
Immaginiamo tre situazioni.
Caso 1: poche scelte incerte
Una ASD ha saltato la scadenza del 10 aprile. Il presidente chiede informalmente in chat e riceve 7 o 8 risposte vaghe: “forse”, “vediamo”, “lo dico al commercialista”.
In questo caso pagare 250 euro può essere rischioso. Le scelte sono poche e non ancora confermate.
Caso 2: comunità media, ma da attivare
Una ASD ha 80 famiglie, ma non ha mai fatto una comunicazione strutturata sul 5 per mille. Dopo un primo messaggio, 15-20 persone confermano che devono ancora fare il 730 e che possono indicare il codice fiscale dell’associazione.
Qui siamo in una zona da valutare. Potrebbe convenire, ma solo se la ASD è pronta a comunicare subito in modo chiaro, ripetuto e ordinato.
Caso 3: base solida e comunicazione pronta
Una ASD ha una comunità attiva, genitori coinvolti, ex atleti ancora vicini, una mailing list aggiornata e un sito o canale ufficiale per diffondere le istruzioni. Riesce a stimare 30, 40 o più scelte realistiche.
In questo caso la remissione in bonis può diventare molto più interessante, perché l’associazione non sta “provando a caso”: sta attivando una base reale di sostenitori.
Non basta essere iscritti: bisogna comunicare
Il 5 per mille non arriva automaticamente. Anche se la ASD è ammessa al beneficio, ogni contribuente deve indicare il codice fiscale corretto nella dichiarazione dei redditi. Questo significa che l’associazione deve comunicare bene:
- il proprio codice fiscale;
- cosa deve fare il sostenitore;
- dove va indicato il 5 per mille;
- entro quando muoversi;
- perché quel contributo è utile;
- quali attività concrete saranno sostenute.
Una comunicazione generica del tipo “dateci il 5 per mille” spesso non basta. Meglio una comunicazione semplice e concreta:
Con il tuo 5 per mille ci aiuti a sostenere l’attività sportiva dei bambini, acquistare attrezzature, contenere le quote e far crescere i progetti della nostra associazione. Non ti costa nulla: devi solo indicare il nostro codice fiscale nella dichiarazione dei redditi.
Ancora meglio se la ASD accompagna il messaggio con una piccola guida, un’immagine pronta da condividere, un promemoria per le famiglie e una pagina del sito aggiornata.
Checklist per decidere entro il 30 settembre
Prima di pagare i 250 euro, la ASD dovrebbe fare questi controlli:
- Verificare se è già nell’elenco permanente 2026: Le ASD presenti nell’elenco permanente non devono ripetere la domanda.
- Verificare se aveva i requisiti al 10 aprile 2026: La remissione in bonis non sana la mancanza dei requisiti.
- Controllare codice fiscale, denominazione e rappresentante legale: Errori nei dati possono complicare l’accesso al beneficio.
- Stimare le scelte realistiche: Non i soci totali, ma le persone che indicheranno davvero il codice fiscale della ASD.
- Preparare subito una comunicazione alle famiglie: Email, WhatsApp, sito, social, cartello in sede, promemoria agli allenatori.
- Confrontarsi con commercialista o consulente: Soprattutto se ci sono dubbi su requisiti, iscrizione, dati o convenienza.
- Non aspettare settembre: Anche se il termine è il 30 settembre, la campagna verso i sostenitori deve partire prima.
Il vero errore: ricordarsene quando è troppo tardi
Il 5 per mille è solo un esempio. Le associazioni che perdono scadenze, non riescono a comunicare con le famiglie o non hanno i dati in ordine non lo fanno per disattenzione. Lo fanno perché gestire una ASD con strumenti improvvisati — fogli Excel, chat WhatsApp, email sparse — è obiettivamente difficile.
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